Ho vissuto una vita ricca.
E se nulla più si aggiungesse
al mio percorso terrestre,
niente verrebbe a sottrarre
la sua abbondanza,
la sua impertinente opulenza,
ricchi campi di grano e di more
un sole prepotente
e sovrano.
Ho conosciuto, bambino,
la melanconia che affligge
i viventi,
l’ho sentita sulla pelle,
sul volto sofferente
di mia madre,
su quello di mio fratello.
Ho conosciuto l’ingiustizia
ammantata di belle parole
e di illusorie bandiere
di pace,
la menzogna dell’ideologia
profusa a larghe mani
sin dai banchi di scuola,
le bandiere stracce,
la prevaricazione del potere
e la vergogna
degli accondiscendenti.
I miserabili.
Ho respirato la magia
estatica dello scirocco
e bevuto l’irruenza
del temporale
d’agosto.
Ho vissuto una vita
ricca e meravigliosa.
Ho assaggiato,
e sono stato assaggiato,
ho divorato
e sono stato divorato,
ho scopato
e sono stato scopato
come un dio dell’olimpo,
mentre l’universo squadernava
cori felici di cherubini.
I cieli in travaglio,
lei sciolta su di me,
io – contro ogni legge –
risalgo alla fonte
della vita stessa,
in un amplesso
cosmico, infinito.
Così manifesta
la sua bellezza
il tempo crudele,
l’ingannatore.
MNR, 17 aprile 2022.


Una confessione… bellissima, complimenti.
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