Davide Matera, “Tutto”

Sono pochi i mondi in cui

ho camminato,

poche le terre esplorate,

i mari

E ancora mi chiedo il senso

di questo passaggio,

di questo attimo impertinente

che si dispiega in una notte,

o in un giorno senza futuro

Come chi guardando

dall’alto

arrivasse a comprendere

che “tutto” è solo quello

che abbiamo visto

che abbiamo sentito

a volte come dolore violento

a volte come dolcezza

di un’assolata primavera d’infanzia.

 

A mia madre

MNR 20 gennaio 2010

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Mia madre, Tania Bucceri, fotografata da mio padre a Venezia

Foto, Gildo Matera

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