Racconti e Scritti

Davide Matera, Lettera ad Agnes

Sarebbe bello passare del tempo insieme. Il tempo ci è debitore di tanti baci.

Mi chiedo spesso cosa mi è accaduto. Cosa ci è accaduto. Cosa ha spezzato le catene della mia convinzione di non potere più amare o essere a mia volta amato. Quale forza arcaica e primigenia si sia fatta prepotentemente strada tra le tortuosità dei nostri caratteri, delle nostre paure, tra i meandri dei nostri difetti, delle barriere erette a protezione dal mondo; della nostra segreta e pudica voglia di amare ed essere amati.

So che non ami essere accusata, che nonostante i tuoi sforzi sei rimasta permalosa e a tratti furente, intollerante e logorroica. Ma mi hai chiesto d’essere sincero, e io con te lo sarò sempre, finché avrò la forza per accarezzare il tuo volto, darti un bacio e dirti che ti amo.

Questa forza che ha tutto travolto, inconsapevole ma caparbia, testarda, decisa, ha un’anima e un volto che portano il tuo nome. Lo dico perché se pure è vero che non ha senso rimpiangere il passato, spesso, ritornando con la memoria alle nostre più antiche conversazioni, mi coglie come una malinconia, un rimpianto  – ne abbiamo parlato spesso – per non averti conosciuta prima, quando la vita non aveva ancora segnato le nostre esistenze con le sue ferite.

Ricordi? Non ci hanno fatto incontrare. Ma lo sai. Come sai, e se non lo hai ancora capito sono qui a ricordartelo, che hai sciolto tutto il ghiaccio che paralizzava le mie emozioni, la mia capacità di condividere con un altro essere le mie paure, i miei segreti, le mie emozioni, la mia voglia di vivere e di amare.

Il tuo nome, marchiato a fuoco nella mia mente. Il primo pensiero del mattino e l’ultimo della sera  come scriveva all’amata un poeta provenzale del XIII secolo:

Belhs jorns non son jorns se non comença ab vòstre nom,
e la nuèch non pòt calar sens mon còr en vòstre som.
Cossí l’alosa canta al solelh, ieu vivi per vòstre lum.
[1]

Potrei scrivere di te per ore, perché ti penso costantemente, perché mi manchi, perché, nonostante le mie perplessità e le mie paure, sì, quelle lì, rimani la creatura che più amo al mondo.

P.S. forse risulto essere troppo romantico; ma adesso sono così, e l’averti conosciuta, l’aver passato tanto tempo indimenticabile e meraviglioso con te me lo testimonia.

Amore mio.

MNR, 10 novembre 2024

[1]I giorni non sono giorni se non cominciano con il tuo nome, e la notte non può scendere senza che il mio cuore sia nel tuo sogno. Come l’allodola canta al sole, io vivo della tua luce.”

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