Lucius Errante, La politica fixé à l’existant e il catechismo della “bit generation”

Pensare la politica non serve. Pensare non serve più. Nei Social si addensano tanti autorevoli e preparatissimi politologi, fior di commentatori politici che affrontano dall’alto dei loro autorevoli blog il dibattito politico spiegandocelo, imboccandoci amorevolmente ogni giorno con utili e preziose raccomandazioni sul buono e sul cattivo di turno, che ci indicano sempre la retta […]

Lucius Errante, Frammenti spuri #2

Non imputare al mondo o agli altri ogni nostro problema, ogni nostra sciagura, dubitare, sempre, della fin troppo umana tentazione d’essere dalla parte della verità e della ragione è un fine ed essenziale (doloroso e insieme necessario) esercizio di ermeneutica, un’occasione per interrogare e interpretare se stessi, per dis-velarsi, un-venire-di-noi-alla-nostra-presenza-che-si-schiude, un momento costitutivo fondamentale di […]

Davide Matera: Lettere senza destinatario: #1 Quinta lettera a Livia

Ho sistemato la tua immagine, ci sono riuscito, anche se adesso è un po’ obliqua, c’è; spenta non è. Hai i capelli più lunghi, un maglione forse nero o comunque scuro, sfondo quasi bianco, c’è risalto e forte contrasto. Io parlo al vento; credo almeno di parlare, ma scrivo, e il destinatario non c’è, almeno […]

Davide Matera: Threnody for the Victims of Sars-CoV2 – For voices and orchestra

Ho iniziato a comporre la trenodia nei giorni più bui della pandemia di Sars-CoV2. Giorni in cui il mondo degli uomini sembrava perdere le sue pur fragili certezze. Le fosse comuni, i camion militari pieni di bare, le città deserte, il terrore nei racconti dei protagonisti. I medici e il personale ospedaliero stremati dall’enorme e […]

Davide Matera: Isaac B. Singer, Shosha, un invito alla lettura

Non amo suggerire letture. Credo che la scelta di un libro sia una cosa personale, intima, un rapporto esclusivo tra il lettore e l’autore. Ma da anni, forse da sempre, mi torna in mente questo titolo. Fu un libraio illuminato a suggerirmelo. Era un incantevole baratto: io, neanche ventenne, davo lezioni di violino alle sue […]

Davide Matera, Ad un amico che tenta il suicidio; il sole come metafora. (…)

La scrittura come veleno. Ogni traccia, ogni testo, in fondo è sempre un testamento. Nei secoli, per contrade poco rassicuranti, ogni crocevia una sospensione di giudizio, un’esitare doloroso, tempo rubato all’esistenza. Poco fa dicevi che il mondo reclama vita, ricordi? E adesso muori per un amore. Ho parlato a un amico che tenta da anni […]